La mostra, curata insieme a Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia Modena, si pone a corollario del progetto di collaborazione tra il CAMeC, la Fondazione modenese e la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, grazie alla quale il prossimo anno due giovani artisti spezzini frequenteranno gratuitamente il Master sull’immagine contemporanea nel capoluogo emiliano.

La collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, istituzione impegnata nella divulgazione e conservazione della fotografia, offre al pubblico spezzino un’importante occasione di ampliamento dell’offerta espositiva, che, con il primo ciclo di mostre dedicate alla fotografia, era concentrata, anche se non esclusivamente, su energie creative locali. Inoltre, si mette in atto un momento di confronto e dialogo con istituzioni rivolte alla promozione dei linguaggi del contemporaneo, nell’intento di inserire il CAMeC in una rete di luoghi significativi nell’ambito della ricerca e progettazione artistica.

Il percorso espositivo, allestito al Piano Zero, fa da raccordo tra il linguaggio artistico della fotografia, primo ciclo, e quello della scultura, secondo ciclo, che viene presentato al Piano Uno e al Piano Due.

Il tema affrontato, attraverso la presentazione di opere di fotografi acclamati e riconosciuti a livello internazionale, è l’esplorazione dei luoghi urbani e naturali che fanno da sfondo al racconto della vita quotidiana e/o straordinaria di protagonisti che si trovano quasi sempre in situazioni di equilibrio precario.

Un’occasione unica di vedere opere di fotografi provenienti da tutte le parti del mondo e di alto livello qualitativo, molti dei quali sono già diventati autori fondamentali nella storia dell’arte contemporanea, non solo della fotografia, come Diane Arbus, Garry Winogrand, Lee Friedlander, David Goldblatt, Gabriele Basilico, Guy Tillim e Daido Moriyama.

 

 

 
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