Sull'onda di collaborazione e sinergia attivata fra i musei d'arte contemporanea della Liguria, il CAMeC sottolinea l'omaggio che Villa Croce dedica a Giuseppe Chiari con la mostra A proposito di Giuseppe Chiari., presentando uno Spartito dei primi anni Sessanta, appartenente alla collezione-donazione Cozzani. Accanto a questo pezzo storico, coevo alla sua adesione al movimento Fluxus, un altro Spartito con interventi del 2005, donato dall'autore stesso al Centro in occasione della mostra L'arte del lavoro. Il lavoro dell'arte. Definito "compositore e artista concettuale", Giuseppe Chiari rappresenta una curiosa anomalia artistica. Nato nel 1926 e scomparso nel 2007, appassionato di matematica, inizia presto ad applicare il calcolo combinatorio alla musica scrivendo nel 1950 le prime "composizioni geometriche". Il jazz diventa presto il genere musicale ideale per le partiture di Chiari, permettendogli di "suonare senza saper suonare". Chiari, infatti, un dilettante della musica: non ha frequentato il conservatorio e le sue azioni al pianoforte, suo strumento di elezione, sono evidentemente performance artistiche, pi che musicali. Nel 1960 conosce Pietro Grossi, il pioniere italiano della musica elettronica, e con lui fonda l'associazione Vita musicale contemporanea che organizza concerti d'avanguardia ormai mitici come la prima serata monografica italiana di John Cage. Nei primi anni Sessanta Chiari invitato a suonare in Germania, inizia a frequentare l'avanguardia artistica internazionale e aderisce al movimento Fluxus. Questo momento segna tutto il suo lavoro artistico. Storicamente il movimento Fluxus nato nel 1962, ma non ha una data conclusiva. L'uso interdisciplinare del linguaggio, cos come l'idea che non ci siano differenze tra arte e vita e che tutto possa diventare arte, diventa il luogo ideale per la crescita del suo lavoro. Nello spazio dell'arte Giuseppe Chiari trova il contesto ideale per le sue sperimentazioni come suonare l'acqua e la luce o trasformare in musica lo strappo di un foglio di carta. La sua opera caratterizzata dall'intento di inventare e spaziare dalle composizioni musicali che diventano happening, al disegno, alla fotografia, al film. Il suo lavoro presente nelle pi importanti rassegne internazionali (Documenta 5 a Kassel, 1972; Biennale di Venezia, 1972, 1976, 1978).

A proposito di Giuseppe Chiari.
Incursioni nella Collezione

fino al 7 aprile 2013 a Villa Croce

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