Con la mostra Luca Matti. Nuovimondi il CAMeC dà seguito alla nuova formula di premio artistico che consiste nella produzione di una personale dedicata all’artista vincitore della rassegna annuale Settembre d’Arte. Il museo acquisisce l’opera premiata e si assume il compito di documentare con una personale il lavoro dell’autore selezionato dalla giuria tecnica. Luca Matti è risultato vincitore dell’edizione Settembre d’Arte 2011 insieme a Giovanni Campus.

Nuovimondi è l'evoluzione naturale di un lavoro che Luca Matti ha sviluppato fin dall'inizio del suo percorso di artista, documentando con pervicace e acuto senso dell'ironia l'aspetto drammatico di una società in cui prevale il concetto di arricchimento attraverso la cementificazione delle nostre terre e (quasi) dei nostri pensieri (emblematici gli uomini con in testa i palazzi), con la conseguente progressiva riduzione degli spazi destinati all'ossigenazione dell'ambiente indispensabile alla vita.

Oggi le compagnie petrolifere gestite da potenti organizzazioni si stanno adoperando nella ricerca più affannosa e distruttiva di questi ultimi cento anni, perforando terre e mari che dividono i continenti e producendo un insensato inquinamento. Nel ciclo Nuovimondi l'artista usa il bitume, derivato del petrolio, per puntare il dito su ciò che potrebbe rappresentare l'estrema fine del mondo.

Un po’ grafica, un po’ film, un po’ disegno, un po’ fumetto – rigorosamente in bianco e nero – l’opera di Luca Matti è una nuova interpretazione del mondo alla Blade Runner in cui l’uomo – inghiottito dalla ‘macchina città’ – è continuamente evocato senza mai comparire. Piccole finestre che punteggiano fittamente l’agglomerato urbano si sostituiscono a lui, moltitudine di un’umanità ormai grigia e spenta.

Il suo tratto nervoso, quasi espressionista, diventa una condizione esistenziale, che lascia presagire un apocalittico universo buio.

Il corridoio ospita un lavoro site-specific, costituito da un macroscopico disegno a carbone, da un’installazione di una ventina di disegni e da un video. Il disegno rappresenta forme che ricordano monoliti o gli stessi edifici che sovraffollano il nuovo mondo: una sorta di visione dall’interno, o dal retro, dell’invadente agglomerato urbano. Nella serie di piccoli disegni, il volto dell'uomo – ripetuto e inebetito dai suoi monotoni pensieri – è ironicamente rappresentato in sequenza, quasi serialmente, attraverso un procedimento di ripetizione variata ottenuta con un timbro, che ne rende evidente il pensiero trasfigurato di personaggio acefalo.

Luca Matti nasce nel 1964 a Firenze, dove vive e lavora. Si occupa per lungo tempo di fumetto, illustrazione e grafica, collaborando con riviste e case editrici.

Dal 1988 si dedica alla pittura e alla creazione di opere scultoree in camera d’aria.

Dal 1994 il suo lavoro si concentra su tematiche legate al rapporto dell’uomo con la città, utilizzando esclusivamente due colori: il bianco e il nero.
Con gli anni compone un’iconografia di oggetti e interni domestici, di panorami urbani e di figure a metà tra l’uomo e l’insetto.

Nel suo lavoro non ci sono confini tra disegno, incisione, pittura, video animazione e scultura. I vari linguaggi  si condizionano e si contaminano tra loro, dando vita a un universo fatto di storie, suggestioni, sogni: una fiction in bianco e nero.

 
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