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L'aura della serialità
Insieme a Enclave 5, al piano terreno, il CAMeC espone una nuova selezione di opere dalle collezioni civiche sul tema del multiplo, soprattutto in ambito grafico, prendendo in prestito da Walter Benjamin la definizione di “aura” intesa come unicità dell’opera d’arte, come “valore aggiunto”, e mettendone in discussione il significato alla luce della ricerca artistica contemporanea. Dalla collezione Cozzani per la maggior parte, oltre che dalla collezione Battolini e dal Premio del Golfo, sono state scelte circa 40 opere, in molti casi storicizzate, seriali per scelta dell’artista e per motivazioni diverse, come ad esempio la volontà di scardinare le regole del mercato, di uscire dall’ottica dell’opera come manufatto irripetibile, di rendere l’arte accessibile a molti. Data l’importanza della fase ideativa dell’opera, sono stati privilegiati movimenti come il minimalismo, il concettuale e altri, in base al significato e alla qualità delle opere, come ad esempio gli Orizzonti del 1974 di Jan Dibbets (Weert, 1941), uno dei due artisti di questa Enclave 5.
Questi gli artisti in mostra: Vincenzo Agnetti, Shusaku Arakawa, Joseph Beuys, Remo Bianco, Giorgio Bompadre, Christo, Philip Corner, Luciano Fabro, Florence Henri, Donald Judd, Jan Dibbets, Giovanni Korompay, Sol LeWitt, Francesco Lo Savio, Robert Mangold, Piero Manzoni, Agnès Martin, Roberto Sebastian Matta, Robert Motherwell, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Victor Pasmore, Achille Perilli, Michelangelo Pistoletto, Paolo Scheggi, Ettore Spalletti, Richard Smith, Frank Stella, Antoni Tàpies, Ben Vautier, Emilio Vedova, Venturino Venturi.
 
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