22 ottobre 2016 – 19 marzo 2017


La mostra si propone di raccogliere diversi e significativi documenti della creatività verbo-visiva, con una suggestiva fusione tra gli apporti del Gruppo 70 (Pignotti, Marcucci) e quelli dei Novissimi, quando anch’essi hanno proceduto al di là della parola scritta (Balestrini, Porta), oltre ad altre testimonianze memorabili relative a Vincenzo Accame e a Luigi Tola. In particolare riunisce alcuni protagonisti della quarta riunione del Gruppo 63, tenutasi alla Spezia nel giugno 1966.

Il percorso espositivo attraversa la ricerca dei diversi autori e ne documenta le distintive procedure.

Nanni Balestrini (1935) ha sempre proceduto con passo metodico, affidato alla sua poetica del prelievo di materiali “già fatti”, e dunque fin dai primi anni Sessanta ha pure “rubato” immagini, ma per iscrivervi la presenza di elementi linguistici. Questa pratica di interazioni si è fatta in lui sempre più sicura, portandolo a pescare le immagini dal grande repertorio del museo, ma inframmezzate da frasi, come ritagli, cartigli, dal contenuto provocante e contestatore, fino a esiti recenti in cui, sopra la pavimentazione di un brano di scrittura, si estendono e dilagano macchie di inchiostro tipografico.

Lamberto Pignotti (1926) parte sempre dal casellario quale si trova nei giornalini illustrati, ma ne riempie i riquadri in modi sempre sorprendenti, toccando le varie tonalità dell’ironia, della sfida al kitsch, agli stereotipi, rendendo la sua pratica via via più sciolta e corsiva.

Lucia Marcucci (1933), al confronto, tende di più a scontornare, a dare evidenza alle singole immagini, e poi anche lei “accelera”, rende più mossa e intrigante l’impaginazione.

Non trattandosi di una rassegna completa, la mostra non ospita gli altri comprimari, Eugenio Miccini, Luciano Ori, già tante volte presenti in mostre dedicate al fenomeno nella sua totalità.

I Novissimi, nucleo centrale del Gruppo 63, hanno qualche esitazione a valersi delle immagini, preferendo ricorrere al “lettrismo” (ricerca di una scrittura che utilizzi tutti i mezzi di notazione possibili - grafici, stenografici, criptografici, algebrici, numerici, musicali-, e impieghi le lettere dell’alfabeto come materiale estetico non oggettivo).  

Per esempio Antonio Porta (1935-1989) inizia addirittura dalla “poesia concreta”, ma poi segue la sua natura portata alle testimonianze esistenziali-somatiche, sia con foto rubate da un contesto di cronaca e di attualità, sia soprattutto imboccando la via di quella che venne definita “poesia simbiotica”, per la perfetta coesistenza di grafismi e tracce cromatiche, gli uni e le altre come pronte testimonianze di un contesto “vissuto”.

Vincenzo Accame (1932-1999), audace nella pratica della chirografia, scrittura a mano non soffocata dai caratteri a stampa, è pronto del resto pure lui a praticare il simbiotico, ovvero una ramificazione dei segni, cui si potrebbe applicare la felice nozione del rizoma, messa in campo da Gilles Deleuze.

Infine Luigi Tola (1930-2014), grande esponente della fucina genovese, fondatore di associazioni come il Portico e la Carabaga, collaboratore, accanto allo strenuo animatore Eugenio Battisti, della rivista “Marcatré”, quasi un alter ego del “Verri” o di “Malebolge”. Le tavole di Tola valgono come summa dei mille modi di procedere, dove le lettere si mescolano alle immagini, in un composto vario e aggressivo che già anticipa l’attuale street art e il capitolo dei Graffitisti, che non per nulla sono detti anche Writers.

Mancano da questa rassegna Corrado Costa, Adriano Spatola, Patrizia Vicinelli, anch’essi produttori nell’ambito del verbo-visivo. La testimonianza del loro contributo è affidata a una rassegna di loro testi sonori, anch’essi pieni di potere profetico e anticipatorio.

CREDITS e INFO

Titolo: Da un’avanguardia a un’altra. Esperienze verbo-visive tra Gruppo 63 e Gruppo 70

Durata: 22 ottobre 2016 – 19 marzo 2017

Mostra a cura di: Renato Barilli

Comitato scientifico : Luca Basile, Renato Barilli, Marzia Ratti

Coordinamento tecnico-scientifico e organizzativo : Eleonora Acerbi, Giacomo Borrotti, Cinzia Compalati, Cristiana Maucci.
Prestiti e courtesy: Felice Accame, Andrea Bonomo, Nanni Balestrini e Galleria Frittelli, Firenze, Rosemary Liedl e eredi Antonio Porta, Lamberto Pignotti e Archivio Carlo Palli, Prato

Progetto grafico: Sarah Fontana

Documentazione fotografica e video: Enrico Amici, Saul Carassale, Fulvio Wetzl

Ufficio Stampa e comunicazione: per il Comune della Spezia Luca Della Torre (ufficio stampa), Sara Rabuffi (redazione WEB) e Federica Stellini (responsabile); Paolo Chighizola, Milano

INFORMAZIONI e CONTATTI

Sede: CAMeC – Piazza Cesare Battisti, 1 – La Spezia

Orari : da martedì a domenica, 11.00 – 18.00; chiuso il lunedì, Natale e Capodanno

Informazioni : tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773 camec@comune.sp.it / http://camec.spezianet.it

 
 
 
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