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| CAMeC,
19 ottobre - 27 novembre 2005 |
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L'attività espositiva
del CAMeC prosegue con la mostra dell'artista spagnolo Din
Matamoro (nato a Vigo nel 1958), in collaborazione con il
prestigioso CGAC (Centro Galego de Arte Contemporánea),
che con il CAMeC condivide la volontà di registrare
le più interessanti voci della giovane produzione contemporanea.
Undici grandi dipinti recenti, numerosi lavori a base fotografica,
disegni e un video espressamente realizzati per questa mostra,
documentano l'articolata attività dell'artista galiziano,
che si distingue per l'originale impiego di inconsueti materiali.
L’esposizione segue una sorta di itinerario attraverso
diversi linguaggi e media espressivi. Il punto di partenza
è rappresentato da un gruppo di autoritratti, opere
pittoriche e fotografiche che interpretano il tema come immagine
mentale, attraverso il colore: esso si espande senza limiti,
costretto soltanto dalla misura delle superfici che lo contengono.
Vengono quindi numerosi elaborati fotografici, realizzati
a documentare un singolarissimo impiego della schiuma, che
genera una forma umana in movimento ed evoluzione: nascita,
attraversamento della vita e scomparsa. Ancora fotografie
di forme plasmate con sacchetti di plastica e con pellicola
per imballaggio: figure umane o animali rappresentate da materiali
effimeri, come la schiuma, recuperati dalla cronaca quotidiana.
Inoltre, un cospicuo nucleo di disegni colorati, anch'essi
dedicati alla figura umana, stilizzata e sbozzata in movimento
e in torsione, e un momento di sintesi: il film d’animazione,
che ci permette di vedere i sacchetti di plastica trasmormati
in conigli, ripresi con la tecnica dei film animati, fotogramma
per fotogramma; conigli che si muovono, corrono e si nascondono,
appaiono e scompaiono in uno scenario reale.
Il punto di arrivo è comunque la pittura come ambito
della luce, come spazio di nascita delle forme, poiché
Din Matamoro è, innanzi tutto, un pittore. Un pittore
che si esprime con la più ampia varietà di supporti
espressivi, un artista-poeta delle forme, un sognatore di
fantasie visive, capace di convertire in proposta plastica
gli aspetti all’apparenza più insignificanti
dell’esperienza quotidiana e del rapporto dell’essere
umano con la natura. |
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