L’esperienza
di un tumore e la sua cura, raccontata con parole e immagini:
questo il progetto, da realizzare in gruppo, sotto la guida
di Enrico Amici. Le parole sono state raccolte durante gli
incontri, ed associate alle immagini secondo un criterio
concordato insieme; tutte le fotografie sfruttano la tecnologia
digitale nei suoi aspetti meno rassicuranti, e quindi ritenuti
più adatti ad esprimere stati d’animo sospesi
e zone d’ombra. La mostra Sentieri e avvistamenti.
Giovane arte contemporanea in Svizzera aperta al CAMeC durante
il laboratorio, ha fornito alcuni spunti di riflessione:
Islands, di Markus Wetzel è un’immagine interamente
digitale, un grande mare rosso sangue con al centro l’isolachenoncè,
carico di significati simbolici, non necessariamente negativi,
la fila di 1 presentata da J & W Management Consulting,
percepita dal laboratorio come ossessionante, lo still life
Pattern di Hervé Graumann, in tema, e le atmosfere
stranianti dei video, con la luce azzurrina che fa da protagonista.
Molte fotografie sono opera dello stesso laboratorio, come
il gelato finto, nei suoi colori portati al massimo della
saturazione, la sala d’aspetto e il telo chirurgico,
di un verde che la macchina digitale riesce a riscattare,
oppure come il pigiama degradato a straccio,un ready-made.
Altre fotografie sono emerse dai cassetti: la piccola Marylin
sulla spiaggia d’inverno col suo cappottino di maglia,
il laghetto di montagna con le nuvole che si specchiano,
ma anche il treno sfuocato dalla corsa e i tulipani rossi
con i pixel in evidenza, vere e proprie vanitas contemporanee,
dove definizione, nitidezza e messa a fuoco, metafora della
perfezione, vengono poste in discussione.
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