Marco Ferrari
Presidente Istituzione per i Servizi Culturali

L’incontro tra arte e malattia può sembrare a prima vista inedito e complicato. Il primo laboratorio destinato agli adulti, svoltosi al Camec della Spezia, organizzato dal Comune della Spezia e dal Centro per la cura e l’assistenza alla donne operate di neoplasia alla mammella mostra il contrario. Nella conoscenza delle avversità si spalancano porte inedite. Oltre la terapia, l’ossessione dei prelievi, l’ansia di ogni ecografia, spunta la voglia di lottare, combattere, sentirsi vivi, attivi, contemporanei, direi. L’occhio del malato non è poi tanto distante dall’occhio di un artista, clinico, esasperato, meticoloso e paziente al tempo stesso. L’arte e la malattia vivono dentro di noi, dentro i nostri corpi, le nostre menti. Ma entrambe le cose, l’arte e la malattia, fanno fare ad ogni essere vivente i conti con l’infinito. L’arte e la malattia, poi, sono un viaggio interiore verso lo stesso obiettivo: la salvezza. Per dirla con Joseph Conrad l’unico vero essere umano è quello che è stato all’inferno ed è tornato indietro, può dunque raccontare l’altra faccia di noi stessi, quella che non emerge quasi mai nel quotidiano.Alla malattia e alla guarigione si sono avvicinati artisti come Munch e Millet, musicisti come Luigi Nono, registi come Milos Forman. Ognuno ha pensato al suo presente, al nostro presente, ma anche al nostro domani, oltre la vacuità delle tracce labili, nell’ostinazione per lasciare un segno, un messaggio, una speranza.

 
Enrico Amici - Fotografia ed esperienza: la cura
 
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