Con Danilo Sergiampietri si apre l’undicesima edizione della “Finestra Sul Golfo”, spazio che il CAMeC (piazza Battisti 1) dedica ad artisti del territorio presenti nelle collezioni permanenti.
Nato nel 1964 a Castelnuovo Magra, Danilo Sergiampietri compie gli studi in architettura a Genova, dove lavora fino al 2001. Rientrato alla Spezia, si occupa di architettura e di arte sviluppando una ricerca personale che si muove lungo la sottile ed instabile linea di confine tra le due discipline.
Nelle sue opere più recenti tale percorso viene sperimentato attraverso l’uso di tecnologie digitali, proprie della rappresentazione architettonica contemporanea, accanto ad una più materica reiterazione seriale, numerazione e catalogazione di oggetti d’uso comune.
“Danilo Sergiampietri attinge a diverse fonti concettuali: l’agiografia, la rappresentazione numerica e alfanumerica, la logica comparativa, lo studio dei materiali, l’iterazione poetica, la poesia visiva, la linguistica soprattutto. La tecnologia è invece la bacchetta magica per verificare l’esattezza delle rappresentazioni delle grandezze numeriche improbabili sfoggiate dalle mirabilia del passato artistico”. (Marzia Ratti)
La selezione di opere presentata al CAMeC, intitolata Index des Reliques, affronta il tema della probabile falsità di molte delle reliquie cristiane. Il lavoro esposto, totalmente inedito, consiste in una fittizia catalogazione di reliquie, sotto forma di ossa, ordinate secondo l’indice di un “volutamente” non ben identificato testo francese a carattere religioso. Tale idea nasce banalmente dalla lettura di un testo di un autore francese contemporaneo nel quale, per motivi investigativi, vengono analizzate con moderne tecnologie le reliquie custodite in una chiesa medievale di campagna: le reliquie risultano essere tutte false e consistenti per lo più in ossa di animali. Le ossa che compongono i singoli lavori vengono sottoposte ad un lungo e minuzioso percorso di impregnazione, consolidamento e fissaggio all’interno di resine per garantirne la durata nel tempo.
Tutte le ossa utilizzate per la catalogazione consistono in diverse tipologie di cibo per cani.
In altre due opere Sergiampietri affronta invece due diversi e contrapposti aspetti del cristianesimo e dell’islamismo: Le 20.000 streghe mandate al rogo dalla Santa Inquisizione (appartenente alla collezione del CAMeC) e I 7.000 veli di Allah.
Le “ventimila streghe” rappresentano simbolicamente il numero, probabilmente molto sottostimato, delle donne mandate al rogo dalla Chiesa Cattolica.
I “Settemila veli” sono, secondo la tradizione sufista, gli stadi di conoscenza e consapevolezza che devono attraversare le anime prima di nascere, come settemila sono i veli che separano Allah dal mondo dei sensi.

 
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