Con Maria Tacchini si apre la dodicesima edizione della “Finestra Sul Golfo”, spazio che il CAMeC (piazza Battisti 1) dedica ad artisti del territorio presenti nelle collezioni permanenti.
Nata a Trebiano (La Spezia), Maria Tacchini frequenta l’Accademia di Carrara ed intraprende l’attività artistica negli anni Settanta, partecipando nel corso del tempo a numerose mostre collettive e concorsi in ambito nazionale e internazionale (fra l’altro a Dallas, Miami, Nizza, Baden Baden, Oslo, Rosas).

Così Valerio Cremolini a proposito del ciclo di lavori presentati al CAMeC: Globe Trotter, il titolo scelto da Maria Tacchini per questa mostra, trasferisce con immediatezza la sensazione del movimento, dell’andare e venire, del girovagare, del viaggiare. Si tratta di un viaggio fisico per raggiungere nuove mete, soddisfacendo curiosità e conoscenza, ma anche simbolico, per esplorare e scoprire angoli nascosti di noi stessi […]. Una pittura così attraente e stimolante conduce tra situazioni esistenziali pervase di smarrimento e di emozioni, che aiutano a meglio comprendere chi siamo, facendo affiorare i pregi e le debolezze di cui siamo portatori. Tappe di un cammino pluridecennale, le tele dell’artista sono partecipi dell’articolato scenario dell’arte contemporanea, che riconosce adeguata centralità alla vasta area dell’astrazione, asse portante della ricerca di Maria Tacchini, le cui opere evocano singolari relazioni fra forma e colore, dalle quali scaturisce una pittura dalle espressive e magiche trame.

In questa occasione, accanto alle opere di più recente produzione, viene presentato il Paesaggio astratto del 1996 appartenente alle raccolte civiche conservate al CAMeC.

 
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