Fabio M. Linari
CAMeC, 29 ottobre – 28 novembre 2010


La Finestra sul Golfo è uno spazio espositivo riservato ad un artista del territorio presente nelle collezioni permanenti. Nella piccola digressione esso è invitato ad affiancare all’opera appartenente alle raccolte del CAMeC altre particolarmente significative della sua produzione.

Fabio Maria Linari nasce alla Spezia nel 1959. Figlio di Giacomo Linari, noto pittore di paesaggi “mistici” liguri, si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Si specializza anche nella tecnica calcografica alla Spezia e Venezia. Nel 1985 si trasferisce a Milano e comincia a frequentare le più importanti gallerie d’arte della città. Incoraggiato dallo storico e critico Giovanni Testori a dipingere in maniera “monumentale” e selvaggia, realizza numerose esposizioni personali e collettive in Europa e USA. Attualmente vive e lavora a Bergamo e in Franciacorta. Dal 1986 è abilitato a insegnare Discipline Pittoriche nelle scuole superiori e Accademie.

Del suo lavoro si è occupata in questa occasione Francesca Mariani, che prende in esame il particolare motivo ispiratore di questo ciclo, le “Prue”: “In ogni ciclo pittorico Fabio Maria Linari ci sorprende per la capacità di far emergere dal supporto il movimento e la vitalità dei diversi aspetti del reale e anche in quest‘ultimo affronta un soggetto che sfida quotidianamente la natura: la prua di una nave che irrompe nel mare frangendone le onde. Questa scelta tematica rivela ancora una volta il pensiero del pittore che concepisce l’opera come una dinamica di forze tra loro in continua contrapposizione e costantemente attive da cui deve scaturire la poeticità della visione. La suggestiva immagine della grossa prua sferzata dai flutti marini e che sembra venire incontro allo spettatore è una precisa fonte di ispirazione che rimanda all’infanzia di Linari e che si contamina con le influenze della pittura paterna rivelando una personale interpretazione che richiama il passato e lo sovrappone al presente. La forza della prua e quella del mare entrano, infatti, necessariamente in conflitto tra loro ma da questo nasce una sintesi che in noi stimola un desiderio di empatia con questa natura titanica. L’artista in questi olii su carta usa per dare movimento pennellate materiche e decise, tratteggia i soggetti con segni veloci e colori vibranti in modo che il gesto pittorico possa creare una nuova dimensione imponente e incisiva. Tra luci alternate a bagliori la prua è ripresa in diverse accezioni fra gli schizzi di un mare a volte minaccioso a volte calmo o multicolore in cui le meduse si librano e pare di sentire lo sciabordio dell’acqua che viene rotta dalla nave in movimento così che la percezione sensoriale produce direttamente un senso di energia vitale che ci travolge e ci affascina. Anche in quelle opere in cui Linari riutilizza come sfondo gli amati grattacieli protagonista assoluta è sempre la prua perché le icone metropolitane, poste in secondo piano e in lontananza, diventano l’apparato scenico che deve risaltare l’evento ovvero il contatto sinestetico, ma allo stesso tempo, spirituale tra la riflessione dell’artista e la nostra immaginazione".

 
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