Nell’ambito dell’attività di interscambio con il territorio, il CAMeC ha ‘aperto’ una Finestra sul Golfo, spazio espositivo riservato ad un artista presente nelle collezioni permanenti. Nella piccola digressione esso è invitato ad affiancare all’opera appartenente alle raccolte del CAMeC altre particolarmente significative della sua produzione.

Con Catia Castellani l’iniziativa, giunta al suo quarto appuntamento, dà voce ad un’autrice versatile e multidisciplinare, che affianca al lavoro d’artista un’altrettanto creativa attività di insegnante e operatrice didattica. La sua ricerca è legata all’uso non convenzionale del supporto cartaceo e di materiali ‘altri’, vocati alla manipolazione e alla trasformazione, e si affida sovente all’impiego della scrittura, come contrappunto e componente di segno ma anche nel suo portato semantico e provocatorio.
La Finestra ospita, come di consueto, un lavoro appartenente alle raccolte civiche (collezione-donazione Battolini), La sedia (1996). Il tema della sedia costituisce uno dei cardini simbolici della narrazione dell’artista: motivo ricorrente, essa rappresenta il ricordo del padre e un oggetto del quotidiano, della socialità e dell’incontro. Le altre opere esposte sono state realizzate e scelte per questa occasione. La stessa Castellani così le descrive: “scritture, non-parole in bianco e nero, scarabocchi primitivi in pastello ad olio, (che io chiamo le scritture nascoste), ma anche percorsi molto piccoli sul colore e la trasparenza, disegni di vasi, sedie, piccoli formati in carta da 10x10 con alfabeti inventati, fogli da scenografia grandi come la parete, cuori, tele quadrate piccole ma anche tele grandi, scatole di legno con tesori nascosti. La parete diventa la lavagna dei miei appunti visivi, una sorta di pagina di mie memorie, con citazioni di Hossein Golba, Henry Matisse, Bruno Munari, Antoni Tàpies, Cy Twombly”.

Nata alla Spezia nel 1959, Catia Castellani si diploma presso l’Accademia di Carrara, si specializza in calcografia alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e nel contempo si perfeziona nell’ambito della didattica e all’arteterapia, seguendo il magistero di Bruno Munari e approfondendo la didattica speciale per la disabilità presso l’Università di Pisa. E’ insegnante di educazione artistica e di sostegno presso scuole statali. Da molti anni realizza laboratori creativi di Arteattiva dedicati all'arte contemporanea e rivolti a bambini e insegnanti (anche in collaborazione con il CAMeC). Ha participato al Festival della Mente di Sarzana, facendo conoscere al grande pubblico il suo speciale approccio alla ‘non-didattica’ dell’arte, all’arte ‘giocata’ e alla lettura ‘animata’. Dal 1977 ha preso parte a numerose mostre, fra le quali, alla Spezia, Giovani linguaggi dell’immagine, Eidola e Emergenze, Forme ed Immagini Contemporanee. Premio Provincia, a Palazzo Ducale, Genova, e alle mostre itineranti in ambito internazionale organizzate dal Circolo “Il Gabbiano”.
 
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