La Finestra sul Golfo è uno spazio espositivo riservato ad un artista del territorio presente nelle collezioni permanenti. Nella piccola digressione esso è invitato ad affiancare all’opera appartenente alle raccolte del CAMeC altre particolarmente significative della sua produzione.

Nato a Monterosso nel 1944, vive e opera alla Spezia. La sua attività artistica prende avvio intorno al 1960. Nel 1968 vince il primo premio alla Mostra Nazionale di Arte Figurativa, La Spezia, cui seguono numerose esposizioni in Italia e all’estero.
Negli ultimi anni si segnalano le collettive: Foire Internationale d’Art Contemporain, Nîmes 2001; Mostra Mercato Internazionale d’Arte Contemporanea, Padova 2001; Shariah Art Museum, United Arab Emirates 2001; Premio Internazionale Arte Mondadori 2001; VIII Exposition d’Art Contemporain – Nice 2003; Deutsches Forschungszentrum fur Künstliche Intelligenz Gmbh, Saarbruchen (RFT) 2005; Villa Nobel, Sanremo 2005.
Fra le personali: Oratorio di S. Filippo, Genova 2001; Galleria L’Occhio in …Arte, Roma 2002; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Pisa 2002, Galleria Studio d’Arte La Marina, Pietrasanta 2004; Palazzo della Provincia, La Spezia 2004; Fondazione Il Fiore, Bellosguardo, Firenze 2005; Lyceum Club, Firenze 2006; Castello di Lerici 2007; Istituto Italiano di Cultura, Mosca 2008; L’Arte Navale nel Golfo della Spezia – Centro Allende – Regione Liguria 2008; Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Firenze 2008; Lyceum Club in collaborazione con L’Accademia Navale di Livorno, Firenze 2008; Museo Navale, La Spezia 2008. Il suo nome viene inserito nel Grande Annuario degli artisti italiani e giapponesi contemporanei, a cura di Amadei – Inoura, 2002, Newport University, California. Nel giugno di quest’anno partecipa a Maìna, la grande Festa della Marineria realizzata alla Spezia.

A dare espressione alla pittura di Anselmi, di recente, sono le vele di antiche imbarcazioni, proprio come accadeva in ambito veneziano intorno al XV secolo, dove la pittura su tela, come ricorda Cennino Cennini, era stata felicemente accolta anche per elementi di arredo e stendardi. La ruvida trama trattata con imprimitura a base di grafite e colla di pelli per garantire elasticità, viene successivamente dipinta con mestiche pure e olio di noce. Le vele dismesse, intrise di salsedine, di energia e fatica, diventano il supporto privilegiato dell’artista per recuperare un’antica usanza e, allo stesso tempo, narrare di altri viaggi e di mari dell’inconscio. (Enzo Fabiani)

 
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