La
mostra-evento ideata e progettata da Bruno Corà, direttore
artistico del CAMeC, con opere di Fausto Melotti e interventi
di Enrico Castellani, Luciano Fabro, Giulio Paolini, è
ospitata presso il Centro l’Arte Moderna e Contemporanea
della Spezia fino al 15 ottobre 2006.
L’esposizione mette in risalto, a vent’anni dalla
scomparsa del maestro, una delle qualità essenziali
del grande artista nato a Rovereto poco più di un secolo
fa. Alla musica e allo spirito della sonorità nella
più ampia accezione sono infatti ispirate molte delle
opere del grande artista trentino. “Con Melotti il gioco
delle metafore si allarga e non solo viene posta in campo
l’architettura, ma la musica. Musica vorrà dire
esecuzione ritmica e armonica che si dilata nello spazio,
appunto vibrazione, di cui filamenti, forme, ramificazioni
del metallo o dei gessi sono l’eco o il risvolto figurativo
che si prolunga oltre il limite definito dagli oggetti prescelti.
La scultura assume il ruolo sfuggente e sorprendente di un
commutatore, di una cassa di risonanza di rimandi plastici,
accennati e abbandonati come arpeggi o improvvise presenze
emblematiche” (Paolo Fossati).
La mostra pertanto, facendo fulcro su una serie di significative
opere di Melotti recanti il denominatore comune della ‘musica’,
vede la compresenza di tre artisti – Castellani, Fabro,
Paolini – che, in modi diversi, dialogano con l’opera
di Melotti mediante lavori intrinsecamente connessi, attraverso
il ritmo, l’iterazione, la pausa, con espressioni di
armonia e condivisione poetica.
Accanto dunque a un consistente nucleo di opere di Melotti
tra cui Scultura n.21 (1935), Scultura G, Nove Cerchi, (1967),
Scultura A (I Pendoli) 1968, Contrappunto IX (1972), Canone
variato III (1972), La Bestia politica (1972), Scala musicale
(1974), Controcanto (1975), Lazzaro (1980), I Lunari (1981),
tre ambienti sono dedicati al contributo specifico degli artisti
Castellani, Fabro e Paolini a Melotti.
Sono esposti in mostra anche libri, poesie e documenti che
testimoniano il profondo interesse di Melotti per la musica.
Oltre alla
mostra è possibile visitare la collezione permanente
del museo. |