A dieci anni dalla scomparsa del pittore, genovese di nascita e torinese di adozione, l’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia tramite il Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia organizza e produce una mostra monografica, in collaborazione con l’Archivio Paulucci di Torino e l’Associazione Culturale “Lerici Pea”, che documenta antologicamente l’attività dell’artista dalla fine degli anni Venti fino agli ultimi lavori.

La scelta di un omaggio monografico, di carattere straordinario, deriva dalla linea di valorizzazione degli autori presenti nelle collezioni del CAMeC: Paulucci, infatti, fu più volte presente ed anche premiato, col dipinto La rada del 1951, al Premio Nazionale di Pittura “Golfo della Spezia” e tale opera, con altre pervenute attraverso le collezioni Cozzani e Battolini sono oggi conservate nel patrimonio artistico del Centro, insieme ad altre dei Sei di Torino, come i dipinti di Menzio e Levi che ricevettero anch’essi il Premio del Golfo.
Grazie soprattutto all’impegno progettuale dell’Archivio Paulucci, diretto con passione da Laura Riccio, la rassegna raccoglie circa cento opere di Paulucci (Genova 1901- Torino 1999) e si articola in più sezioni relative ai principali nuclei tematici del suo lavoro pittorico: Paesaggi (liguri, piemontesi e romani), Barche e marine, Figure e ritratti, Nature morte, Astratto/concreto. Una sezione di inediti riguarda gli studi di design (egli fu, tra l’altro, il fondatore della rivista Casabella), bozzetti per scenografie teatrali e cinematografiche cui Paulucci si dedicò a lungo con risultati di estremo interesse, collaborando con Moravia, Blasetti, Soldati e Strehler.

Centrale al senso di questa mostra anche il suo ininterrotto rapporto con la Liguria che si è espresso con un’amplissima gamma di opere, con una costante presenza nel Golfo del Tigullio accompagnata da incontri intellettuali di primissimo piano, con legami con gli artisti e i critici liguri, con premi ricevuti e con tantissime mostre a lui tributate, di cui quella del CAMeC non è che l’ultima in ordine di tempo.
La Liguria per Paulucci non fu solo, infatti, fonte primaria di ispirazione tanto emotiva quanto culturale, in specie per l’amore che il pittore nutriva per il mare e le sue felici atmosfere - Dipingo il mare perché non ha ombre. Il mare è la vita - , ma luogo in cui si formò e crebbe lo sguardo del pittore, così prossimo all’area francese che fu sempre traguardo ideale per l’antinovecentismo di Paulucci; alimento vitale per intendere cezannianamente il paesaggio come esperienza irripetibile di una coscienza individuale.
Proprio per esser stato il principale pittore dei paesaggi liguri del Novecento, con le sue famosissime barche e i suoi fulgori di sartiame, con i suoi moli e paeselli colorati, stretti e sghembi, tipici della costa orientale, la mostra di Enrico Paulucci è stata inserita a pieno titolo nel cartellone culturale della prima Festa della Marineria promossa dal Comune della Spezia dall’11 al 16 giugno 2009.
La mostra, curata da Laura Riccio - Marzia Ratti - Pia Spagiari, in occasione dell'apertura vede la partecipazione del critico d'arte Luciano Caprile (Genova) e dall'artista Ugo Nespolo (Torino), uno degli ultimi allievi di Paulucci all'Accademia Albertina.

 
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