La
vocazione all’apertura internazionale del Premio del
Golfo, già sottolineata nella scorsa edizione del
2002, si evidenzia in questa nuova sua scadenza. Infatti,
quest’anno la partecipazione degli artisti è
numericamente più ampia in ragione dell’accresciuto
numero di istituzioni e paesi aderenti all’iniziativa
spezzina. Così, oltre ai direttori di Musei e fondazioni
di Austria, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia,
Olanda, Portogallo, Svizzera, quest’anno partecipano
all’evento le nuove personalità artistiche
emergenti dalla Slovenia, dalla Danimarca, dal Belgio e
dalla Turchia. Una dilatazione progressiva dei confini del
disegno organizzativo che è espressione di una volontà
di conferire all’iniziativa un respiro maggiormente
condiviso e anche più efficace per il suo destino
futuro. Sono numerosi – in tal senso – gli operatori
del settore artistico-culturale che si interrogano con viva
aspettativa sui partecipanti, ancor prima di conoscere le
nuove identità artistiche segnalate dagli studiosi
e dai curatori responsabili di realtà museali europee.
Si sono così denominate Costanti Diversità
le difformi e inedite esperienze artistiche che maturano
nei diversi ambienti culturali del continente, poiché
effettivamente, nell’arco di un nuovo biennio e in
relazione ad altri appuntamenti internazionali, si assiste
a una qualità della creazione artistica particolarmente
variegata e difficilmente riconducibile a tendenze uniformi
o orientate analogamente in senso linguistico e formale.
L’evento del Premio, pur conservando il primato distintivo
dell’indirizzo alla forma pittorica, si è tuttavia
necessariamente aperto ad accogliere la più articolata
concezione di essa; ciò ha fatto sì che pervenissero
opere a base fotografica o di video le cui modalità,
se appaiono ormai svincolate dal rigido profilo del manufatto
pittorico, non rinunciano però a riconoscersi tra
i diversi aspetti di quella forma.
La crescita esponenziale di creatività diffusa tra
i giovani, seppur segno di una maggiore coscienza del valore
etico ed estetico dell’esperienza linguistica, non
è di per sé garanzia dell’artisticità
degli esiti che sovente si manifestano. Taluni acuti osservatori
hanno maturato il convincimento di assistere negli ultimi
anni a un fenomeno di costume che darebbe fisionomia più
a un ‘artista collettivo’ che a esempi di ben
distinte personalità. Insomma, come se alla tradizionale
qualità delle ricerche individuali si stesse per
sostituire in ambito artistico l’inquietante omologazione
che ha per base la quantità numerica di partecipazione
ai fenomeni estetici. Ma si può ugualmente ritenere
invece che se una tale opinione ha più di un’ampia
ragione per esistere, non mancano, contestualmente, gli
esempi di alcune innegabili individualità dall’evidente
spessore.
In tal senso, ciò è quanto il Premio del Golfo
mira a cogliere attraverso il contributo di numerose eccellenti
fonti di osservazione e di giudizio critico.
Come in passato, la ‘rete’ gettata anche in
questa edizione è potenzialmente in grado di portare
in evidenza alcune tra le più interessanti giovani
figure del panorama artistico attuale. E chiunque scorra
le pagine di questa pubblicazione o attraversi gli ambienti
ove le opere hanno trovato sede, non potrà che prendere
atto di una valenza di vitalità delle più
recenti generazioni, certamente non meno carica di turbamenti,
ma anche di tenaci e coraggiosi pronunciamenti in grado
di affrontare le nubi incombenti e minacciose del nostro
tempo.
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