Bruno Corà

La vocazione all’apertura internazionale del Premio del Golfo, già sottolineata nella scorsa edizione del 2002, si evidenzia in questa nuova sua scadenza. Infatti, quest’anno la partecipazione degli artisti è numericamente più ampia in ragione dell’accresciuto numero di istituzioni e paesi aderenti all’iniziativa spezzina. Così, oltre ai direttori di Musei e fondazioni di Austria, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Portogallo, Svizzera, quest’anno partecipano all’evento le nuove personalità artistiche emergenti dalla Slovenia, dalla Danimarca, dal Belgio e dalla Turchia. Una dilatazione progressiva dei confini del disegno organizzativo che è espressione di una volontà di conferire all’iniziativa un respiro maggiormente condiviso e anche più efficace per il suo destino futuro. Sono numerosi – in tal senso – gli operatori del settore artistico-culturale che si interrogano con viva aspettativa sui partecipanti, ancor prima di conoscere le nuove identità artistiche segnalate dagli studiosi e dai curatori responsabili di realtà museali europee.
Si sono così denominate Costanti Diversità le difformi e inedite esperienze artistiche che maturano nei diversi ambienti culturali del continente, poiché effettivamente, nell’arco di un nuovo biennio e in relazione ad altri appuntamenti internazionali, si assiste a una qualità della creazione artistica particolarmente variegata e difficilmente riconducibile a tendenze uniformi o orientate analogamente in senso linguistico e formale.
L’evento del Premio, pur conservando il primato distintivo dell’indirizzo alla forma pittorica, si è tuttavia necessariamente aperto ad accogliere la più articolata concezione di essa; ciò ha fatto sì che pervenissero opere a base fotografica o di video le cui modalità, se appaiono ormai svincolate dal rigido profilo del manufatto pittorico, non rinunciano però a riconoscersi tra i diversi aspetti di quella forma.
La crescita esponenziale di creatività diffusa tra i giovani, seppur segno di una maggiore coscienza del valore etico ed estetico dell’esperienza linguistica, non è di per sé garanzia dell’artisticità degli esiti che sovente si manifestano. Taluni acuti osservatori hanno maturato il convincimento di assistere negli ultimi anni a un fenomeno di costume che darebbe fisionomia più a un ‘artista collettivo’ che a esempi di ben distinte personalità. Insomma, come se alla tradizionale qualità delle ricerche individuali si stesse per sostituire in ambito artistico l’inquietante omologazione che ha per base la quantità numerica di partecipazione ai fenomeni estetici. Ma si può ugualmente ritenere invece che se una tale opinione ha più di un’ampia ragione per esistere, non mancano, contestualmente, gli esempi di alcune innegabili individualità dall’evidente spessore.
In tal senso, ciò è quanto il Premio del Golfo mira a cogliere attraverso il contributo di numerose eccellenti fonti di osservazione e di giudizio critico.
Come in passato, la ‘rete’ gettata anche in questa edizione è potenzialmente in grado di portare in evidenza alcune tra le più interessanti giovani figure del panorama artistico attuale. E chiunque scorra le pagine di questa pubblicazione o attraversi gli ambienti ove le opere hanno trovato sede, non potrà che prendere atto di una valenza di vitalità delle più recenti generazioni, certamente non meno carica di turbamenti, ma anche di tenaci e coraggiosi pronunciamenti in grado di affrontare le nubi incombenti e minacciose del nostro tempo.

 
Premio del Golfo 2004
 
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