CAMeC, 10 aprile - 26 giugno 2005

   
   
   
Arti Visive
Valentin Carron
Fabric | ch
Thomas Galler
Hervé Graumann
J&W Management Consulting
San Keller
Barbara Mühlefluh
Shahryar Nashat
Nathalie Novarina & Marcel Croubalian
Didier Rittener
Eric Schumacher
Hans Stalder
Christine Streuli
Robert Suermond
Alexia Walther
Markus Wetzel
Danza
Fabienne Berger
Foofwa d'Imobilité
Anna Huber
Gilles Jobin
Il Centro per l'Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta un’esposizione dedicata alla giovane arte contemporanea in Svizzera, organizzata in collaborazione con la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, il Museo Cantonale d’Arte di Lugano e il Centro Culturale Svizzero di Milano.
Protagonisti dell’evento sono venti artisti, compagine avanzata delle esperienze di pittura, scultura, disegno, fotografia, installazione, performance, video, nuovi media e della danza, performance, coreografia, scenografia.
La mostra è dovuta a una selezione della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia in occasione della realizzazione delle edizioni più recenti della collana dei “Cahiers d’Artistes”, importante progetto ideato per documentare l’opera di artisti svizzeri privi di una pubblicazione.
L’esposizione della Spezia, dopo quella presentata al Museo Cantonale d’Arte di Lugano nell’estate del 2004, nasce con lo scopo di restituire una precisa visione dell’attuale ricerca artistica elvetica e al contempo di incoraggiare un maggiore scambio culturale tra Italia e Svizzera.
La mostra, ospitata negli ambienti del piano terreno e del primo piano del CAMeC, propone un’eterogeneità di esperienze. Diversi artisti infatti vengono avvicinati tra loro senza che ciò voglia individuare una tendenza unificatrice. Nondimeno uno sguardo a posteriori permette di cogliere tracce problematiche che percorrono trasversalmente le singole opere: l’adesione agli ultimi media come nuovo mezzo espressivo sembra prevalere sulle tradizionali
modalità di fare pittura, scultura e fotografia.
L’individuazione di fonti attinte indifferentemente da ambiti culturali alti e bassi (siti Internet, film, riviste) ed elaborate con strumenti diversi (dalla stampa su seta al video); la riflessione sul conflitto sociale; l’ironia, al limite del sarcasmo, come dispositivo essenziale alla definizione dell’opera; lo spazio visualizzato nell’architettura virtuale, ridefinito dalla tecnologia o rivisitato dall’utopia.
Infine, un apparente distacco dalla storia dell’arte e dal passato, sembra calare queste esperienze nel presente o proiettarle nel futuro, reale o virtuale.
La sezione danza si articola invece in due momenti distinti. In mostra una serie di video documenta il lavoro dei danzatori e dei coreografi, mentre in occasione dell’inaugurazione e durante il corso dell’esposizione, scandite in tre appuntamenti, vengono proposte performance di tre compagnie di danza delle quattro selezionate.
 
Scheda tecnica
Bruno Corà
Bettina Della Casa
Appuntamenti con la Danza
Comunicato stampa
 
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