Il Comune della Spezia e l’Istituzione per i Servizi Culturali presentano contemporaneamente al CAMeC due progetti sulla natura dell’opera d’arte, due mostre distinte ma tenute insieme da un sottile gioco intellettuale.
Se nel corso del Novecento tutto e il contrario di tutto è stato arte a tal punto da spingere una voce eminente come quella di Giulio Carlo Argan a dichiararne la sua morte, cosa rimane – o meglio cosa sono diventati – quelli che fino ad allora erano considerati solo aspetti “materiali” di essa? Ne nascono due speculazioni occasionali una sul tema della cornice – la personale di Concetto Pozzati al secondo piano – e l’altra su quello del supporto.
Una mostra storica di forte taglio curatoriale che indaga il processo di “riscatto” che nel corso della seconda metà del Novecento ha visto protagonista il supporto, passato da mero materiale sul quale stendere il colore a elemento di progettazione dell’opera stessa.
Un itinerario fra i lavori degli artisti del secolo scorso che hanno condiviso una ricerca basata sul rapporto rigoroso fra concetto e immagine, una prassi del fare arte che potesse assumere la progettualità non come momento fine a se stesso ma dialettico e consustanziale al processo creativo e materiale dell’opera.
Fin dai primi anni Sessanta è il ricettivo ambiente milanese a interrogarsi sulle potenzialità espressive del post Informale, con personalità guida come Lucio Fontana, poi con Manzoni, Bonalumi e Castellani. Ma anche a Roma – e altrove – si fanno strada le stesse tensioni etico-estetiche con risultati altrettanto interessanti, primi fra tutti quelli di Alberto Burri.
‘Dialogo con il supporto’ ossia il percorso che ha condotto verso un inedito rapporto tra diritto e rovescio, tra limiti e confini del telaio. Riscattato dal suo ruolo secondario, il supporto è diventato esso stesso campo d’azione e potenziale espressione di deformazione, stiratura, piegatura e tensione. Allo stesso modo, le superfici monocrome differentemente conformate hanno affermato la possibilità del colore di farsi forma.
Il rivoluzionario passaggio dalla superficie come piano tradizionale della 'rappresentazione' a quello della 'superficie sensibile' – ossia come campo dell'azione pittorica e plastica  – non si è mai fermato e coinvolge autori, tendenze e correnti attuali, quale ad esempio quello della pittura analitica ben documentata nell’esposizione e selezionata per la sua forte presenza nelle collezioni liguri.
In mostra un cospicuo nucleo di opere delle collezioni del CAMeC (Fontana, Manzoni, Burri, Scheggi, Alviani, Bonalumi, Castellani) e di altri importanti musei, integrati dai prestiti degli archivi degli autori e di alcune pregevoli raccolte italiane.
 Per consentire una migliore documentazione dell’esposizione e una campagna fotografica delle opere in situ, verrà in seguito presentato il post catalogo della mostra.
Artisti presenti : Alviani, Bartolozzi, Biasi, Bonalumi, Burri, Cacciola, Campus, Castellani, Cavalieri, Costa, Fontana, Griffa, Grigorescu, Manzoni, Mari, Marchegiani, Morales, Pinelli, Scaccabarozzi, Scheggi, Simeti, Verna, Zappettini

 
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